DAYBREAK'S BELL
DAYBREAK'S BELL
[...] La prima tappa fu Marte. Qui, in condizioni semplicemente disperate, vissero gli esuli per circa tre secoli.
Vissero guardando il loro pianeta morto e cercandone uno vivo.
Vissero studiando: non per la guerra, ma per la Vita.
Per abbandonare davvero il Sistema Solare, di secoli ce ne vollero otto.
Dopo altri cinque, il nuovo mondo poteva finalmente dirsi costituito: il mondo delle colonie e dell’epos che la storia avrebbe identificato con la squadra simbolo di quegli anni.
Il Regenboden, l’aveva chiamata il crucco, come li aveva conosciuti la prima volta.
Perché?
Perché siete un’illusione della pioggia, come un arcobaleno.
A camminare su di voi, si cadrebbe nel mezzo.
Siete un ponte che non potrebbe percorrere nessuno.
Alla ‘creatura’ era piaciuta come immagine: perché sembrava dipinta sulla sua pelle.
La storia del Regenboden, ad essere puntigliosi e ligi alla cronologia di quegli anni straordinari e complicatissimi, cominciò probabilmente intorno al novantuno p.s.o..
Intorno al novantunesimo anno successivo, cioè, a quello che veniva comunemente chiamato Secondo Olocausto.
E il Secondo Olocausto, semplicemente, era la prova la razza umana non fosse intelligente e, soprattutto, non sapesse vivere senza guerra, perché malgrado la disperazione di quella vita – malgrado un mondo che mondo non era, quanto una federazione di satelliti artificiali orbitanti da qualche parte della Galassia abbastanza calda e tranquilla da ammazzarti con la nostalgia -, c’era ancora chi pensava a comandare.
C’era ancora chi parlava di Dio.
O di Fede.
O di spazio vitale.
Quando Rei Oishi Takarai sedette sul banco di un’accademia ormai epica, perché di eroi era disseminata la via che aveva concorso a creare, di anni ne erano ormai trascorsi centodiciotto.
Rei aveva quindici anni.
Era nato da un essere umano e da qualcuno che avrebbe dovuto imparare a conoscere.
L’avrebbe fatto proprio lì, alla Danger Crue, dove tutto era cominciato di nuovo.
Dove Lui era arrivato, chissà come.
Gliel’avrebbe detto un libro di storia: una storia di cui non poteva permettersi di avere paura.
Proprio come di un arcobaleno, a dirla tutta: che non puoi attraversare, ma solo guardare da lontano.
haido era così, in fondo: era per questo che saresti morto pur di averlo.
Eppure, ad essere onesti, dovevi anche dirti che no: era sempre stato lui a possederti.
Lui.
Non nato.
Mai morto.
Lui.
Tutto [...].
Author: Sar@
Characters: L’Arc~en~ciel
Status: Completa
Rating: R-NC17
Warning: Boy's love, A/U, death
L'avete aspettata con tanta pazienza. La vostra attesa mi ha commossa: e finalmente ve la regalo. Sì: è da luglio che non scrivo più di loro, ma non potevo dedicare al gruppo del mio cuore una storia che non fosse all'altezza. E l'ispirazione è tornata: grazie ad una canzone eccezionale. Ad un falsetto eccezionale. Ad un tema importante. A loro, insomma. In un futuro apocalittico, in cui la razza umana si è quasi estinta, alla Danger Crue si forgiano i piloti destinati a difendere il futuro. Tra scontri mortali, bassezze feroci e la lotta fratricida per la conquista dell'haido, cioè l'Arma finale del Primo Olocausto, la saga di Tetsuya Ogawa, Ken Kitamura e del leggendario Regenboden.
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Posted on 07 Feb 2008 by Sar@
Sometimes before
Sometimes before
[...] Si era visto fissare con un’espressione che Ren non aveva più dalla prima volta in cui era andato in calore: un misto di devozione e bisogno e fedeltà e
comprami-comprami-sarò-il-tuo-cucciolo-per-la-vita che l’aveva quasi spaventato. Quasi quanto il fatto Takarai gli sembrasse tremendamente sincero e persino più
inquietante per quella stessa ragione. "Davvero?" "Sì, davvero" "Grazie! Sei un maniaco davvero molto gentile!". Ogawa aveva represso un pensiero inconscio potenzialmente
mortale quanto a crudeltà, perché suonava sul genere ‘aveva ragione Hiro. Dovevano dartene pure altrettante’, prima di sedersi e puntualizzare "Io ce l’ho un nome. Mi
chiamo Tetsuya. Tetsuya Ogawa. E sarebbe
meglio anche tu mi dicessi il tuo, così possiamo presentarci come due persone educate e normali. Che ne dici?" "Il mio nome?" "Esattamente" "No. Non te lo dico. E’ un
segreto". Santa pazienza. "D’accordo. Hai l’identità segreta. Sei Hideto Takarai, nato a Wakayama il 29 gennaio del 1969, ma non deve saperlo nessuno, no?"
"Esattamente" "E non ti è sorto il sospetto che qualcosa non quadri?" [...].
Author: Sar@
Characters: L’Arc~en~ciel
Status: Completo
Rating: R
Questa fanfiction può considerarsi una sorta di prequel di "Like Tootsie", ma può ovviamente
pure leggersi come un corpo a sé stante. E' una storia molto difficile da trovare in Italia, perché i cosiddetti fans italiani, nel 90% dei casi, ignorano la cronologia più risalente di
questo mio gruppo-ossessione. Cosa leggerete? Leggerete di Tetsuya Ogawa quando non era ancora Tetsu e di Hideto Takarai quando non era ancora hyde. Leggerete di uno
studente universitario chiamato Ken e dei sogni su cui è nato alla fine un immortale arcobaleno. Insomma: leggerete una storia di destini incrociati con un nome molto eloquente:
anche in questo caso realtà e biografia romanzata si sovrappongono in un gioco narrativo che pare mi piaccia troppo per separarmene!
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Posted on 29 Sep 2007 by Sar@
Kurayami
Kurayami
[...] Il poi è accorgersi che i sogni non si realizzano mai, i
miracoli non esistono e le fantasie non si trasformano in realtà. Non è
diventato una donna. Non è diventato quello che la natura aveva
probabilmente disposto, prima di credere fosse molto più divertente
tirare un simile colpo a tutti gli uomini della Terra. Non ha
trasformato l’abominio nel lecito, né la tela del ragno in un giardino
di delizie. E’ rimasto quel che tutti potrebbero vedere in uno studio
di registrazione, su un set fotografico, su un palco assediato. E’
rimasto a dormire, caldo, soddisfatto, nutrito dalla complessità
obbrobriosa del tuo desiderio: appagato nella sua infinita vanità e
cullato nel suo bisogno infantile, strano, assurdo di essere al tempo
stesso un uomo, una stella, una troia, un soldato, un animaletto da
compagnia, un amante. UNA MANTIDE. La verità del poi è che vorresti ucciderlo, perché non aveva nessun diritto di farti questo.
Non aveva nessun diritto di trascinarti in una deriva in cui sapeva
d’essere il solo a poter sopravvivere. Una deriva che ha travolto e
schiacciato TE. [...].
Author: Sar@
Characters: L’Arc~en~ciel
Status: Completa
Rating: R-NC17
Warning: Boy's love, rape
Una storia complicata, che ho
pensato sino all'ultimo fosse più opportuno non scrivere affatto. Al contrario dei frequentatori abituali della rete, io non ritengo esistano ragioni per scrivere una boy's
love, quando nessuno dei personaggi è omosessuale. Non è sano e può anche essere molto degradante per la rappresentazione dei protagonisti. "Kurayami", però, è
esattamente una boy's love. Violo i miei stessi principi? La verità è che non ho scelto una coppia casuale per questa storia e non è neppure casuale l'impostazione della trama.
Esiste una complicità ambigua, che travalica più volte il fanservice tra Haido e Sakura. C'è negli anni della collaborazione, c'è, fortissima, al momento della rottura. E' una
verità biografica? E' un'illazione di fangirl? Non ho la pretesa di fare la storica, questa volta: lasci semplicemente correre la mia immaginazione.
La scelta del titolo non è legata ad un esotismo fine a se stesso. Oltre al significato, richiama "Kurayami de Sangurasu", canzone del sesto singolo degli Zigzo, a me
particolarmente cara (e caratterizzata da una notevolissima performance di Sakura).
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Posted on 29 Sep 2007 by Sar@
Per voce sola [The other side of Kurayami]
Per voce sola [The other side of Kurayami]
[...] Dicono che a raccontarlo, il dolore muore, perché non c'è niente che aiuti ad esorcizzare un incubo come tradurlo in parole.
Tu lo sai bene, perché con le parole - ma
anche i colori che non vedi, i gesti che ti inventi e con cui ti inventi ogni volta - hai una lunga frequentazione.
Una canzone non è diversa da una poesia, ma dura di un'eco
diversa, forse più emotiva e profonda. Una canzone, a volte, somiglia a tutti quei sentimenti che non sapresti altrimenti come vivere e come esprimere.
Ma non è vero [...].
Author: Sar@
Characters: L’Arc~en~ciel
Status: Completa
Rating: R-NC17
Warning: Boy's love, rape
Questa storia nasce da una
richiesta, da una constatazione e da un'esigenza. Per quel che concerne il primo punto, molto semplicemente, Neve, che pure detesta
questo mio genere di narrazione, più di una volta mi ha fatto notare come potesse essere interessante raccontare la stessa vicenda attraverso lo sguardo del fronte opposto a
quello dell'opera originale. Per quel che riguarda il secondo punto, invece, sono stata io come autrice ad accorgermi di un dettaglio che non avevo preso in considerazione ab origine: visto il rating di Kurayami, nei fatti, avevo dato per scontato i lettori fossero abbastanza
allertati in materia di narrazione obliqua o soggettiva. Cosa che non è affatto vera (ahimé), tant'è che è stato preso per buono ed assoluto tutto quello che narra un solo
personaggio (imputandolo alla sottoscritta). Il terzo punto, strettamente legato al secondo, è dunque il mio bisogno di far chiarezza, giocare con le maschere e mostrare come il
fuoco influenzi - e molto - il contenuto. Se in Kurayami parla Sakura, ora è infatti haido a raccontarsi. Infine, visto che L'Arc~en~coeur, malgrado il mio rifiuto di pubblicizzarlo in modo capillare, ha superato le diecimila visite, mi sembrava
giusto festeggiare con uno dei lavori che me ne hanno ispirata la fondazione.
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Posted on 29 Sep 2007 by Sar@
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