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La sirenetta
La sirenetta
[...] haido si liberò della troppa acqua inghiottita tanto vomitandone un litro o due, quanto lacrimandone quasi altrettanto: ed era un pianto così inaspettato, spaventato e silenzioso da farci sentire tutti in colpa, per le malignità che avevamo pensato o detto – oppure, come nel mio caso, combinato alla perfezione le due opzioni -. Fu proprio Yasunori, però, il primo ad avvicinarglisi di nuovo e, ricevuto un asciugamano dalla produzione, lo strinse, asciugandolo con molta dolcezza.
Di tutto quel che m’ero aspettato haido potesse fare in una circostanza come quella – morderlo, mandarlo a cagare, affogarsi per intristirci con il senso di colpa -, scelse proprio la via più scontata e più speciale: perché si trattava di lui.
Disse solo “Grazie, Yacchan” e fece scivolare la fronte contro il petto del batterista.
In quel momento realizzai con sollievo ch’eravamo davvero diventati un gruppo. E poco importava se in luogo di un cantante impossibile ci ritrovavamo ora la Sirenetta di Andersen. In fondo, ai nostri occhi, haido era anche quello: era la nostra insostituibile sirena [... ].
Author: Sar@
Characters: L’Arc~en~ciel
Status: Completa
Rating: R
Un'altra di quelle che potrei chiamare Kitamura's one-shots, perché storie incentrate su un p.o.v. del chitarrista volutamente umoristico, goliarda ed irriverente. Questa volta mi approprio della mia maschera più solare per raccontarvi una mezza verità. Mentre guardavo Touch of Dune, per scrivere l'articolo che ho appena pubblicato in L’Arc~en~coeur, nei fatti, mi è tornato in mente l'aneddoto relativo al PV di Flood of tears, sicché ho colto l'occasione per raccontarvi la mia personale versione della lotta di haido contro le zanzare (e molto altro, che potrete scoprire leggendo). Il rating rende chiaramente ragione del tono colloquiale e del conseguente lessico molto colorito.
Rette parallele su un piano non euclideo
Rette parallele su un piano non euclideo
[...] E poi è arrivato proprio haido: haido che si è lasciato sfuggire uno di quei sorrisi per cui chiunque perderebbe la testa – ma negli ultimi anni sono sempre più rari – come ha visto chi gliene ha rubati sempre più di tutti. E Tetsuya non è geloso, né irritato da un’attitudine che gli ha sempre procurato un mucchio di guai – perché Takarai non ha mai imparato a comportarsi. Non ha mai capito che se hai i riflettori puntati contro è quasi ti avessero piazzato in fronte la canna di un fucile. Dunque devi mentire. Non piangere addosso a mezzo Giappone che, se non è stata proprio una cotta tremenda, sicuramente Sakurazawa ti ha messo un lucchetto al collo ed al cuore -.
Quel che lo irrita è che haido neppure lo saluta o gli chiede ‘posso?’, mentre si incastra tra lui e Yasunori. Peggio: mentre decide che se c’è qualcuno di troppo, quel qualcuno è Ogawa-che-non-può-vedere-Yacchan.
Ma quando mai?
Diciamo che Tetsuya ha capito benissimo che ad haido fa un po’ comodo credere all’esistenza di una barricata ch’è il solo a poter scavalcare – anche perché ha sempre fatto tanta tenerezza a chiunque da potersi rimediare l’appoggio più opportuno -, sicché non si rassegna a vedere che la situazione è cambiata. Non riesce a realizzare che Tetchan e Sakura, s’è per questo, hanno lavorato di nuovo insieme con un affiatamento che raramente hanno raggiunto persino ai tempi della luna di miele dei Laruku [... ].
Author: Sar@
Characters: L’Arc~en~ciel
Status: Completa
Rating: PG13
Ancora una one-shot incentrata sul personaggio di tetsu, ma che esplora lo strano triangolo Sakura-tetsu-haido alla luce del Danger Crue Event IV, del Natale 2005. Tra verità ed immaginazione, cronaca di un'amicizia recuperata.
Ridi pagliaccio
Ridi, pagliaccio
[...] Esistono contesti in cui una maschera da pagliaccio non serve a niente e sarebbe preferibile accantonarla da qualche parte, là dove dà meno fastidio. Là dove nessuno può chiederti di sorridere ad una telecamera, perché c’è una luce rossa che ti pone in comunione con chi non vorrà mai sapere niente di te. Non del tuo vero io, almeno: quello poco coreografico ed accettabile e commerciabile.
L’ho capito presto che il mondo non girava per gravità né per forze newtoniane e geometriche, come recepivano le mie orecchie in quei pomeriggi soleggiati di corsi pomeridiani e noia e sassate contro la finestra – e se mi affacciavo, tetchan mi fissava immobile, dietro i suoi occhiali spessi, con i jeans alla moda ed i capelli troppo lunghi. Uno sguardo colmo di rimprovero, come la sua testa era piena delle note che il basso sulla sua spalla mi avrebbe regalato - [...].
Author: Sar@
Characters: L’Arc~en~ciel
Status: Completa
Rating: R
One-shot insolita, dedicata al personaggio di Ken Kitamura, al suo rapporto con tetsu e haido, nel momento più penoso della storia del gruppo. Contrariamente al ciclo di storie che lo vedono protagonista, questa volta il tono è serio, senza trovate comiche o rese caricaturali. E' mia intenzione offrire un punto di vista diverso rispetto alla crisi del 1997 e, al contempo, raccontare tre ragazzi profondamente diversi davanti alle lusinghe ed ai rischi del successo. Malgrado alcune note haitsu-sakuhai, la storia non cade sotto nessuna delle due etichette. La scena descritta in chiusa - haido che, davanti alle telecamere, scivola sulle ginocchia di Kitamura - è storicamente accaduta ed appartiene ad una comparsa promozionale dei due nel dicembre del 1996.
Ossi di seppia [alba sulla Death Valley]
Ossi di seppia [alba sulla Death Valley]
[...] haido era sfacciato, egoista, prepotente, coccolato, prima donna, protagonista: era la summa di tutti i doni e le depravazioni del mondo. Era il suo volto più profondo cui poteva dar libero corso, perché nessuno osava porre freni ad una stella tanto brillante. A volte, a guardarsi nello specchio, gli sfuggiva un sorriso cattivo e trionfante: la gavetta era stata durissima, ma ora su quel vento d’oro planava con ali d’aquila e senza paura.
No: non era vero affatto.
La paura era tale e tanta che tenersi stretta una maschera di convenienza era pure l’unica via per respirare ancora: un po’ come bere e ridere e fare persino battute volgari, se quello era il mezzo per riaffermare una virilità ormai inghiottita dal trucco di scena. Quella sera tetsu l’aveva supplicato di smettere di bere che non era neppure a metà del cumulo indecoroso di bicchieri che avrebbe poi inghiottito. Era stato Ken ad aprire il giro di bevute e Sakura gli era andato dietro. haido si era scoperto morbosamente geloso di quella loro amicizia, rafforzata dai giorni in cui se n’erano andati insieme a promuovere Vivid Colors: era un sentimento strano, che tuttavia gli apparteneva nel profondo. Non voleva correre il rischio di perdere la presa dalla realtà. Non voleva correre il rischio di trovarsi ancora una volta soppiantato. Ken, in un certo senso, gli aveva già sottratto parte dell’attenzione univoca di Tetchan. A quel punto pretendeva almeno che il batterista restasse suo [...].
Author: Sar@
Characters: L’Arc~en~ciel
Status: Completa
Rating: R
Warning: Boy's love
Visto e considerato che ho allevato un manipolo di haitsu senza saperlo, questa one-shot è un regalo per il mio povero cuore sakuhai! Come di consueto ho cucito parecchi eventi fattivamente accaduti (la promozione disgiunta di Vivid colors, le piogge dell'autunno 1996, l'incidente automobilistico di Sakura ed haido, il soggiorno nella Death Valley per girare il PV di Winter Fall) con illazioni puramente fangirlesche. Mi auguro l'esito vi sia gradito, qualunque sia il pairing del cuore!
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