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Metafore

Metafore
[...] Per un segno del destino l’aveva trovata proprio il 14 febbraio: piccola, lucida, perfetta per quel lucchetto che racchiudeva un’intera storia e sentimenti troppo complicati per essere descritti. Rimettergliela era finalmente liberarlo e liberarsi: concedergli l’ultima parola, insomma. Era arrivato a casa di Sakura ch’era ormai buio. Una sera gelida, bagnata da un nevischio gelato e fitto. Ma Yasunori non c’era. Per l’ennesima volta lo lasciava ad aspettare, senza decidere del suo destino. Era rimasto immobile, sotto luci artificiali e troppo vive, che ricordavano un arcobaleno spento e disperato: tutto quello che era rimasto, insomma. Quando Yacchan si era deciso a tornare, il suo cappotto era già zuppo, sino a somigliare alla pelliccia di un brutto gatto spelacchiato. Qualcosa di adatto a lui, insomma. "Cazzo! Ma hai dimenticato le chiavi un’altra volta?" "No. Ne ho trovata una. Per San Valentino", gli aveva detto, porgendogli il piccolo pacchetto. "Adesso torno a casa perché sto morendo" [...].
Author: Sar@
Characters: L’Arc~en~ciel
Status: Completa
Rating: R-NC17
Warning: Boy's love

Una storia spaccacuore - ho la tendenza a deprimere, evidentemente -, fondata su mere illazioni fangirlesche. Di vero ci sono per certo solo i due colliers menzionati. Il resto è (o sarà presto) sulla mia fedina penale.




Posted on 29 Sep 2007 by Sar@

Bambino

Bambino
[...] Il primo buco non fu facile. Non venne neppure con leggerezza. Grave è non ricordi come e perché venne. Sicuramente stavamo suonando e registrando alla grande. Non c’era niente potesse giustificarlo. Ricordo solo che a volte veniva tirato in ballo l’inevitabile: tranne suonare, cosa facevo per i Laruku? Credo di aver tentato la via per fuggire le inevitabili responsabilità. Erano quelle che spezzavano il divertimento, ma pure l’unico dato mi costringesse a pensare che, cazzo, d’accordo il divertimento: ma quello era il mio lavoro. Immaturo. In un modo diverso da Takarai. haido era un poeta. Ken e tetsu due compositori. Io, ad un certo punto, una specie di arredo scenico, suppongo. Molto umiliante. Molto stressante. Molto angosciante. Dunque il primo buco. Nero. Tutto diventa incredibilmente nero o bianco o lattiginoso o incoerente. Dopo il buco, poi, stai una merda. Ti viene davvero di chiederti perché dovresti farlo (od avere voglia di farlo ancora), se sai già che non otterrai né il sollievo che cerchi, né una qualche forma pur blandamente rassicurante di benessere. Magari ti fai schifo per primo ed allora ti punisci. Potrebbe anche essere così. Non ricordo nemmeno quando Takarai lo scoprì. Fu il primo ed anche l’unico che ne parlò con me al dunque. Gli altri capirono ugualmente, credo, ma penso sperassero smettessi da solo. Non ero un bambino. Se lo fossi stato, probabilmente, avrei ancora tentato di afferrare le nuvole, invece di pisciarci sopra. Non so se fu la prima volta, o una delle tante. Mi rivedo solo buttato a terra, di lato. Indolenzito e gelato come sempre, dopo. Non riesco a costruire un pensiero coerente, neppure a provarci. Non riconosco quasi l’ospite che mi fronteggia. Hideto è seduto a terra, contro la parete, a pochi passi da me. Nasconde il viso tra le gambe. Posso realizzare stia piangendo solo dal sussultare delle sue spalle. Vorrei dirgli ‘Perché piangi?’, ma ho bisogno di pisciare. Svuoto la vescica e rido tra me come un malato di mente, mentre il mio migliore amico ha appena scoperto che sono un tossicodipendente. La verità è che in quel momento mettere insieme quel pugno di dati non basta a costruire nulla di concreto. Nulla di coerente. Nulla di vagamente interessante. Diciamo pure che non mi frega niente di Hideto. Sta per cominciare un’altra giornata e mi sentivo meglio prima. Al riparo da tutto. [...].
Author: Sar@
Characters: L’Arc~en~ciel
Status: Completa
Rating: R

One-shot monografica, interamente dedicata al personaggio di Sakura. La sua caduta, il suo arresto, le sue risoluzioni. Il tentativo di indagare il momento più buio della storia del gruppo attraverso le vicende personali del batterista.




Posted on 29 Sep 2007 by Sar@

Bitten

Bitten
[...] Il momento era arrivato. Lo riconosceva da una specie di fremito particolare che si avvertiva prima. Non sapeva neppure se chiamarlo sesto senso od esperienza. Probabilmente discendeva semplicemente dal fatto Yacchan fosse dolce e cercasse sempre le sue dita, prima di spingere contro di lui. Gradatamente, con delicatezza iniziale, poi con forza crescente, era quasi una crepa gli si aprisse dentro, azzerando le sue percezioni in un punto zero di sofferenza inumana, esasperata sin quasi a sottrargli la ragione. Non sapeva neppure cosa rendesse quel momento così terribile o gli impedisse di abituarsi. L’esperienza avrebbe dovuto trasformare il tutto in una specie di rassicurante routine: invece erano volere e disvolere che si intrecciavano in una danza quasi funebre. Non era così che aveva immaginato l’amore [...].
Author: Sar@
Characters: L’Arc~en~ciel
Status: Completa
Rating: NC17
Warning: Boy's love

Questa one-shot può dirsi una tipica Sakuhai, compresa la topica scena di sesso che caratterizza notoriamente il genere. La peculiarità che la connota è probabilmente il fatto faccia riferimento ad eventi storicamente accaduti. Il 27 giugno 1995, al Nisshin Power Station si chiude infatti il Club95, il primo tour su larga scala della band. In quella circostanza haido ha un comportamento - ed una postura - ambigua fino a risultare quasi disturbante. In un simile contesto, per altro, tetsu lo morde in scena. Il resto, come al solito, è frutto della mia mente perversa. Dedicata come sempre a Neve, che ha avuto la sventura di assistere come me allo shockante spettacolo.




Posted on 29 Sep 2007 by Sar@

Per un pugno di battute

Per un pugno di battute
[...] Da sotto gli occhiali scuri, il sopracciglio sinistro di tetsu si era arcuato solo per mimargli un ‘coglione’, che non gli era piaciuto particolarmente, prima che il leader afferrasse la maniglia del trolley e caracollasse sulle sue zeppe imponenti in direzione della casa di Takarai. "Vuoi buttarlo giù dal letto, eh?", aveva osservato complice. Questa volta si era stranito il sopracciglio destro, ma il verdetto era stato esattamente lo stesso. "No. Vorrei evitare un omicidio. Il batterista mi serve". Ken Kitamura adorava il sangue freddo di Tetchan: un po’ meno il suo esoscheletro Gundam. Restava il fatto, per quanto detestasse dargli ragione, quella fosse esattamente una di quelle circostanze in cui il leader aveva fatto centro. La cosa più gentile, nei fatti, fosse trapelata dall’uscio blindato di casa Takarai, era stata sul genere "Allora, brutto stronzo? Quante corna mi hai messo, eh?", ed un rumore sinistro che poteva tanto voler dire cocci che coltelli. Yasunori, che era elastico, judoka e cool, era schizzato lungo le scale con la velocità di una donnola, salutandoli appena mentre un delizioso coniglietto di vetro blue si schiantava a centimetri due dalla sua nuca. "Ovviamente, Kitamura, non mi rivolgerò a te per avere consigli amorosi", era stato il ringhio di Tetsuya, ch’era entrato nella tana del roditore idrofobo esattamente nel momento più indicato: cioè quando la rabbia si era trasformata in un fiume di muco e lacrime disperate. "Perché non mi vuole più bene? Cos’ho di orribile io?": alla centottantesima ripresa di quella solfa (prolungatasi tra le braccia di Tetchan prima in taxi e poi finalmente alla stazione di quel benedetto Shinkansen), Ken Kitamura aveva sentito il bisogno insopportabile e fisiologico di rispondergli "C’è che rompi le palle!", ma la consapevolezza che tetsu potesse massacrarlo a colpi di zeppa gli aveva suggerito fosse meglio tacere e fingere un morboso quanto autentico interesse per le varici della nonnina seduta nel loro stesso scompartimento e profondamente convinta fossero i protagonisti di un non meglio specificato dorama [...].
Author: Sar@
Characters: L’Arc~en~ciel
Status: Completa
Rating: R
Warning: Boy's love

One-shot scritta per ridere ed il cui rating si lega unicamente al lessico utilizzato. In verità i due eventi raccontati hanno un fondamento di verità, cronologicamente parlando, ma l'impalcatura narrativa è un parto perverso della mia mente. L'ispirazione mi è venuta mentre guardavo con Neve la famigerata puntata di Utaban, in cui i haido viene impunemente massacrato: non potevo non citarla in qualche modo!




Posted on 29 Sep 2007 by Sar@

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